Luigi's profileIL PROTETTORE DEI SOGNIPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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July 28 UN PO'Eì UN PO'DI TEMPO CHE NON SCRIVO SUL BLOG MA IL TEMPO NON C'E'STATO PROPRIO. E POI NON SO IN REALTA' COSA SCRIVERE. NESSUNO LO VEDE STO COSO, QUINDI... ALLA PROSSIMA July 10 LA VERA STORIA DI BIANCANEVELA VERA STORIA DI BIANCANEVE (DETTA ANCHE LA SIGNORA DELLA NEVE)
C'era una volta, tanto tempo fa, in un paese lontano,Vicino Caivano e Secondigliano per intenderci, nu cess e barracca ( a differenza della “sora cugina originale” che viveva in un magnifico castello alle falde del Vesuvio). In questa “splendida” dimora piena di surici, zoccl, pantegan, pidocchi, tafan, zanzar e pimmc, viveva un uomo perfetto, si, perfetto pe fa e figur e merd: 180 kili di panza appesa con tanto di punti neri, peli sotto le ascelle avvolti in morbide treccine fatte a rasta, pidocchi bianchi e neri (quindi juventini) che si chiavavano a mazzate per contendersi l'ultimo pezzo di cute libera, ogne (unghie) dei piedi nere di terreno (è un povero contadino) incarnate, cul appis e zizza moscia, addominali, tricipiti e quadricipiti che nun s verevan proprio (che non si vedevano proprio). Un grande uomo che merita un nome importante: Cerozzo. Di mestiere, oltre a contadino, macellaio.Viveva insieme alla sua regina ed alla loro splendida figlia Nevebianca (poi cambiata in Biancaneve) a causa della manta (coperta) di pidocchi che le ricopriva la testa. La Regina, molto meno rude nei modi e nei gesti di Cerozzo, aveva il brutto vizio dell'alcool e del gioco, tanto che si giocò uno degli otto figli sul 53 a Venezia ed un altro fu ucciso con una ciatata (alitata) all' Anice e Gin. Purtroppo, accadde che un giorno la buona regina morì.Il marito decise di cremarla, nel senso che fece 6 litri (un litro per figlio) di crema pasticcera aromatizzata alla regina (nuova ricetta ormai brevettata da Cerozzo). Gli 8 figli erano nell'ordine: Cerozziello, Cenrozzo, Cerozzillo, Ceruzzone Nevebianca, Ncerozzo, Ugo e Lindo, nato da una relazione extraconiugale tra la regina ed un cacciatore di piccioni con la diarrea. Lindo divenne poi un mastro nelle pulizie di case e così fu chimato MASTRO LINDO. Dopo 80 litri di vino scolati in 2 giorni, Cerozzo si risposò: la nuova moglie era bellissima ma soprattutto era famosa in tutto il reame a causa del suo mestiere ( si chiamava Trice, nome tipico americano, ma era conosciuta con il nomignolo di MereTrice. Ma era anche altrettanto vanitosa e cattiva: trattava male i suoi figli e soprattutto Biancaneve. Ogni giorno a pulire il wc ( che in fondo era la casa) , a togliere i pidocchi dalle ascelle del padre (raccogliendone il brodo che scorreva per fare un ottimo risotto la sera) , a stirare tutte le mutande dei fratelli ed i perizoma di Ugo (purtroppo...); Era così superba che non poteva nemmeno sopportare l'idea che ci fosse nel regno una donna più bella di lei (non ci voleva molto, le mancava solo il buco in petto e poi era poprio na lavatrice). Ogni giorno la regina si nascondeva nello sgabbuzzino dove dormivano i figli e guardandosi allo specchio si chiedeva: "Spaecchio, spaecchio ( era di Torre Annunziata) daelle mie braaaame, chi èeee più baella ro paese?" e lo specchio non rispondeva naturalmente. "Spaecchio, spaecchio daelle mie braaaame, chi èeee più baella ro paese? To torn a ripaetr ( te lo torno a ripetere). E lo specchio immobile. “Spaecchio, to dic per l'urdama vot, po t facc a mill piezz e m pass pa cap re l'ann e disgraz, vogli sapè chi è a chiu baella ro paese". E lo specchio andò in frantumi e nell'aria rimbombavano le bestemmie della regina. Dal semplice “chitammuorto” al rafforzativo “Chi ta stra muorto”. Poi si accorse che lo specchio era marchiato IKEA, e decise di comprarne uno di marca migliore, cosa che ebbe i suoi effetti positivi. “O mia regina, dal bosco alla collina, a chiu bell si tu! ( e lo specchio dava segni di tosse stizzosa) ". Così continuò per alcuni anni, finché, un brutto giorno, lo specchio diede una risposta diversa: "Esiste una bambina nu poco bruttulella che perucchi e che tuppelle ( con pidocchi e treccine), è figlia e nu re e na regina ed è meno cessa e te !" La regina si incazzò per il “ meno cessa” ed urlò dalla rabbia e si fece dire immediatamente dallo specchio chi fosse l'odiata rivale.”Nun to pozz ricere (non te lo posso dire)” disse lo specchio.” Muovt e parla sinò gliamm a finì a pisc ftient ( succede il '48)”. disse la regina . “E' na criatura ca sta sempre vicin a te”. Disse lo specchio. “Ma per caso è Ugo?” disse la regina. “ None” disse lo specchio. “ Foss per caso a figlia ra salumera e rimpett? (è la figlia della salumiera di fronte?)” Disse la regina. “None” rispose lo specchio. “Foss per caso..” la regina non finì neanche di parlare che lo specchio si scocciò ed esclamò: “ YEOOOOOO, ma t fuss scemunut? (sei impazzita?). Ma t crir ca nun tenimm nient a fa ra matina a glì a sera? ( credi che non abbia niente da fare nell'arco della giornata?). Ci hai abuffat a uallera. ( mi hai fatto venire l'ernia inguinale). E' Biancaneve”. Ed è così che lo specchio si suicidò andando in mille pezzi e buttando le iastemme (bestemmie) alla regina. Come udì che si trattava di Biancaneve, andò su tutte le furie e chiamò il cacciatore di piccioni con la diarrea del palazzo (amante dell'ex moglie di Cerozzo). In tono minaccioso disse all'uomo che avrebbe dovuto immediatamente portare Biancaneve nel bosco ed ucciderla: se non avesse obbedito sarebbe stato anch'egli ucciso ( dopo essere stato castrato). Il povero cacciatore ( si chiamava così, infatti il suo cognome era Caccia ed il suo nome Tore, da cui CACCIA TORE) non sapeva che cosa fare in quanto Cerozzo era partito per Pugliano per trovare un po' di stoffa per le tende con cui farsi un vestito a sua portata. CacciaTore non aveva altra scelta se non quella di obbedire. Uscì allora in cerca di Biancaneve. Sentì dei lamenti provenire da una stanza, decise di entrare nella speranza di fare secca Biancaneve ma ebbe una spiacevole sorpresa. In tale stanza vi trovò Ugo, atto ad amoreggiare con mastro Geppetto e Pinocchio. Uscì sconsolato e deluso (infondo anche lui era innamorato di Ugo). Camminando per il bosco incontrò di tutto e di più ma Biancaneve no. Incontrò persino la fata Turchina che bestemmiava per la scomparsa di Pinocchio; se solo avesse saputo... Ad un tratto vide una losca figura, una cosa tutta brutta e pelosa che mugugnava dietro un albero, tipo cinghiale. Già immaginava quante salsicce avrebbe potuto fare. Non trovò nessun cinghiale ma solo Biancaneve. Molto serio in volto, la prese per mano e le disse molto dolcemente: “YEOOOOOO, camma fa? (cosa dobbiamo fare) . T l'aggia chiavà ca?( te la devo infliggere qua?)” disse Caccia Tore. “Uè scè, i so pzzerella, sti cos nun e facc ancor”( scusa, sono piccola, queste cose non le faccio ancora) disse Biancaneve. “ Ma che a capit ( cosa hai capito) disse Caccia Tore. Intendevo se te la devo chiavare qui la prima coltellata o altrove”. “si propt scustumat (sei poprio scostumato)” disse Biancaneve e con un'alzata di gamba fenomenale da far invidia a Carla Fracci, gli assestò un cavecione nei cannielli delle cosce, struppiandolo e facendolo piangere dal dolore ( TRADUCI E RIEPTI INSIEME A ME: Biancaneve gli assestò un calcio talmente preciso e potente nelle giunture tra i piedi e le caviglie facendogli un male cane e facendolo piangere dal dolore). E fu così che cominciò a correre per tutto il bosco. Biancaneve era così confusa che non sapeva dove andare. Camminò a lungo finché imboccò un sentiero che la condusse davanti ad una piccola casetta tra i fiori. “ chesta è a casa re puffi, aggia sgamt a ro stann sti cacazziell, maggia futtut pur a Gargamella” ( quetsa è sicuramente la casa dei puffi, ho trovato dove abitano quegli esserini piccoli, ho superato anche Gargamella). La fanciulla non bussò alla porta ma la sfondò, non con un piede di porco ma con IL piede di porco che si ritrovava. Entrò cantando “chill va pazz p te, te pens semp... famosa canzone neomelodica, per paura che non l'avessero sentita. Si ritrovò in una stanzetta disordinata con una tavola già apparecchiata: c'erano sette piccoli piatti, sette piccoli bicchieri,sette piccoli panini, e qualcosa a lei molto familiare: pimmc, perucchi, zoccl, pantegane e due piccioni con una fava. Nella stanza accanto, invece, vide sette piccoli lettini, tutti ben rifatti. Biancaneve si scufanò ( vi si adagiò con tutto il suo peso) sul primo lettino e lo sfondò.Bestemmiando per il dolore si adagiò sul secondo e non accortasi che il letto era mooooooolto più piccolo di lei diete una craniata esagerata contro la spalliera del letto svenendo. Dovete sapere che in quella casa vivevano sette nani, tutti fratelli ( almeno così si dice) che avevano una media di 70-75 anni a testa anche se ne dimostravano di più; naturalmente manco a dirlo erano zuzzus e rattus ( sporchi e pervertiti). Ogni giorno si recavano insieme a lavorare nel bosco. I nani erano i seguenti: Ciatolo, il nano con problemi di alito; Pisciolo, il nano incontinente; Trogolo, il nano più puorco; Truciolo, il nano boscaiolo; Strufolo, il nano napoletano; Domalo, il nano masochista e Priscilla, il nano nato nana ( scusate per il gioco di parole). Ormai era scesa la sera ed i sette nani stavano tornando a casa dopo una giornata super stressante. “appena torno a casa la prima cosa che faccio è una bella e lunga pipì” disse Pisciolo. “Invece io la prima cosa che faccio appena torno a casa è guardarmi un bel film hard” disse Trogolo. “ Ma sei impazzito? Con questo caldo, ti vedi i film porno? Non è meglio una bella frustata dietro la schiena e sul deretano?” disse Domalo. “ Guagliù, vui sit na mass e strunz,iammc a cuccà” disse Strufolo. “Ma no, mo che vado a casa comincio a segare fino a domani mattina” disse Truciolo. E fu così che a Priscilla gli si illuminarono gli occhi. Appena giunti davanti alla porta ( o meglio ex porta sfondata da biancaneve), cominciarono ad impaurirsi. “E mo chi tras a rint ?(e adesso chi entra) disse Strufolo. “Entri tu” disse Domalo. “Ma io to mett a chillu servizio” disse Strufolo; ed immediatamente Priscilla: “ Allora entro io, allora entro io, allora entro io” finchè Strufolo non lo abbuffò di mazzate, ma fu salvato da Domalo che si mise in mezzo(ma questa è un'altra storia). Si fecero coraggio ed entrarono in fila indiana formando un trenino; Priscilla faceva il capotreno con tanto di CIUF CIUF. “ Ca c stann e mariuoli” disse Strufolo. “Pigliamo una motosega”, “No, pigliamo il frustino”, “ Pigliamo il vibratore” propose Priscilla”. L'idea non fu accolta con piacere. Si optò per il più comune “PIER E PUORC” (piede di porco). “Mo o Arap a cap a chist (mo gli apro la testa al ladro” disse Strufolo. “ Ma perchè, tieni le chiavi” rispose Domalo e come al solito fu picchiato ( con immenso piacere). Con loro grande stupore, trovarono Biancaneve che dormiva. “Pisciolo, ti avevo detto di chiudere il recinto dei cinghiali, adesso chi lo toglie da qui?” “Ma come, io ho legato tutti i cinghiali con le manette e le catene di acciao.Chi le ha tolte?” disse Pisciolo. E tutte le accuse caddero su Domalo. “ Ma no”, disse Strufolo “ nun verit che è nu piezz e stock? Fet pure. Sicuramente è stato Tonino o pisciaiuolo”. “Ma che dici, non vedi che ha i peli in petto?” Rispose Trogolo. “ E sarà una nuova razza”. I nani rimasero fermi in silenzio a fissare l'animale bisticciandosi sul suo essere pesce o carne, senza sapere che cosa fare, finché Biancaneve aprì gli occhi e sorrise a quelle sette faccine rosse che la osservavano con curiosità. “Anema e chitammuort” esclamò candidamente Biancaneve. “ che sfaccimm e capat che aggia chiavat” (che craniata). I nani continuazvano a fissare Biancaneve, cercando di decifrare i suoi volgari epiteti. Calmatasi, Biancaneve fissò i nani e disse: “ che tenite a guardà? Nun avit mai vist a na femmn?” e Strufolo: “ femmn n'amma vist, ma che pil mbiett no”. La ragazza raccontò ai sette nanetti per filo e per segno tutto ciò che le era accaduto. Così chiese ai suoi nuovi amici se poteva restare con loro, almeno per una notte. I sette fratelli si consultarono e decisero che non potevano certo rifiutarsi di aiutarla.. "Non ti preoccupare Biancaneve" disse PIsciolo "potrai restare per tutto il tempo che desideri. Qui sarai al sicuro ma in cambio...ci a fa nu poc e servizziett" La mattina successiva, Biancaneve preparò ai nanetti una deliziosa colazione a base di noci,nocelle,castagne infornate, fette biscottate con la nutella, marmellata di mirtilli di bosco, cornetti alla crema, bomboloni, latte e caffè, pollo allo spiedo con patatine ed una più leggera tripp che fasul.”ti sei svegliata presto per preparare tutto questo? Mi dispiace che tu faccia tutto questo per noi.” “Uè scè” disse Biancaneve” “sicondo te, io a matin nun teng nient a fa?” e tutta roba ro ristorante LA BOSCAGLIA. Questo è il conto, mettit man a sacc (pagate).” Come ogni giorno, i nani presero i loro attrezzi (seghe, manette, frustini e co.) e si prepararono a partire; Chi col mezzetiello (motorino di piccola cilindrata) chi con l'aparella (ape car) chi con la 500 anni 30. Prima di andare fecero mille raccomandazioni a Biancaneve. "Stat tranquilli, piccoli nanucciell e merd.Non parlerò e non aprirò a nessuno …e verit e turnà che sfaccim re renar ca sinò oggi nun s cantn messe e stat riun” (tornate con il denaro altrimenti è difficile tirare avanti con i tempi di oggi e poi sarebbe difficile mangiare questa sera). Cacat sott ra paura, i sette nani partirono cantando su per la montagna, mentre Biancaneve li iastemmava contro.Cominciò per la fanciulla un periodo spensierato: i nanetti le volevano molto bene e lei si rendeva inutile in mille modi: non cucinava, picchiava Domalo, teneva in pessimo ordine la casa, sfrangiava (distruggeva) i loro vestiti. Tutto era compito dei nani, dalla più piccola faccenda di casa a quella più laboriosa (la depilazione totale di Biancaneve). E così che nacquero le scope FOLLETTO. Un giorno la regina interrogò il suo nuovo specchio magico: "Spaecchio, spaecchio delle mie bramae, chi è adesso la più bella ro paese? Daimmi, song io?" "Oh no, mia perfida latrina! rispose lo specchio. "Esiste ancora quella babuina meno cessa e te. Biancaneve è viva ed abita nel bosco insieme ai sette nani, ma si t vuò cunsulà CacciaTore è muort". “lievm na curiosità spaecchio; ma p cas si è Napoli?” “No song e Afragola” disse lo specchio. La regina furibonda si chiuse nel suo antro magico ed iniziò a mescolare degli strani ingredienti velenosi in un pentolone, nell'ordine: pelle e ciuccio, lacertl, perucchi,pimmici, zanzre, zucculun vecchi e una goccia di Dolce e Gabbana per dare quel tocco di classe. Nel malefico intruglio immerse infine una bella mela annurca, poi si travestì da vecchina e si diresse alla casa dei nani. "Buongiorno, ti ho portato la mela annurca" disse la regina e Biancaneve : “ Buongiorno o cazz. Ma nun vir che ore sono? E tu t'appresient e l'ott ra matin pe me purtà na mela? Ma chi cacchio te l'ha chiesta sta mela. Stong chiene e frutta inta a sta casa: mele, albicocche, perseche (pesche), ciliegie, melloni (meloni), fravole (fragole), limoni, purtualli (arance) e tu? Vieni cu na mela mman?” “Si ma questa è Annurca” Disse la regina. “A siete venuta con vostra figlia? Piacere io sono Biancaneve a ro sta a criatura? Nun a vec” rispose sbattendole la porta blindata direttamente in fronte. La regina non si increscette (non si demoralizzò) e ribbussò alla porta un po' tutta intronata (intontita) per la botta. “Ancora qua stai? Te ne vuoi andare o no?” “perchè, altrimenti cosa fai?Apri il telefono e chiamm e guardie? (le forze dell'ordine)” disse la regina e Biancaneve candidamente: “ No, piglio o crick e t'arap a cap” ( prendo il crick e ti apro la testa). “Vabbuò signurì finiamola qua.- disse la regina – Vi volevo ragalare la mela annurca, sentite com'è profumata”. “ E' vero, ten o stess addore re scell e papà”. “ E allora pigliatavell, nun se pav”. “vabbuò, statev bon (riguardatevi)” rispose Biancaneve. E richiuse la porta. La fanciulla prese la mela annurca (cosa che faceva ogni sera anche con i nani) e cominciò a mangiarla. Non appena ebbe dato un morso, sentì la testa girare vorticosamente, le gambe tremare e cadde a terra come morta esclamando: “Mamm e Pumpei” ( mamma di Pompei). La regina scoppiò in una risata maligna e si allontanò soddisfatta. Verso sera i nani tornarono come sempre a casa. Quando videro Biancaneve priva di vita sul pavimento, si precipitarono su di lei. “A voglio violentà io per primo” disse Trogolo. “Si ma incateniamola prima” rispose Domalo. “Vui sit pazz – disse – Strufolo. Accirimml mo ca sta scemnut, sinò c fa passà na vit e merd”. Pensarono due metodi per sbarazzarsi di Biancaneve: immondizia o congelatore. Scelsero la seconda; potevano sempre mangiarla in caso di bisogno. La cefala sembrava immersa in un sonno profondo come la morte. Per diversi giorni i nani passando davanti all'enorme blocco di ghiaccio la rascavano in faccia ( le sputavano sul volto) consolati. Per molti anni continuò a dormire nella sua preziosa bara di ghiaccio, finché, un bel giorno di primavera, un giovane dal cuore buono e generoso passò per caso davanti al giardino dei sette nanetti. Era pasquale lo spacciatore che tornava dal lavoro. Appena vide lBiancaneve addormentata, si fermò incuriosito e domandò: "Ma chi è stu cess?”. "Il suo nome è Biancaneve" risposero in coro i nanetti "Per colpa di un terribile incantesimo è destinata a dormire per sempre!" Così i nanetti raccontarono a Pasquale tutta la storia della malvagia regina e della mela avvelenata. "Si m servess p fa coccos e sord a sconggelass proprio a stu purp e scoglio.Sai che c'è di nuovo? Mo cio rong proprio nu vasill, voglio vedere si sap e mar comm e purp veraci."Slurp, Slurp. “ No sa di cozze e vongole”. Accadde allora una cosa straordinaria: Biancaneve aprì immediatamente gli occhi, sospirò e sorrise al bel principe ed entrambi si innamorarono al primo sguardo. "Mio salvatore!" gli disse Biancaneve. "No, io song Pasquale” Poi Biancaneve vide i nanetti impauriti. “ Mo ce struppea (ci picchia)” esclamarono. E così fù. Senza poter aspettare nemmeno un giorno di più, Pasquale chiese subito a Biancaneve di sposarlo e di andare a vivere a casa sua. La fanciulla accettò e le nozze vennero celebrate nella più grande gioia con un bellissimo pranzo a base di capitone e cannolicchi. La Giovane sposa entrò subito nell'attività del marito. Da sposa che si rispetti assunse il cognome del marito che era NEVE. E così che fu chiamata NEVE BIANCANEVE abbreviato Neve Bianca. E intanto la regina ignorando l'accaduto, continuò a domandare: "Spaecchio, spaecchio delle mie bramae, chi è la più bella ro paese?" Finché un giorno lo specchio rispose: "A so (sorella), tu me sfasteriat (mi hai stufato). Accirt tu, biancaneve, o castell, a neve, e nani, o bosco, e puffi, o bror e purp, o princip, pascal, caccia tore e tutta razza toia. Era meglio o mestier ca facev primm, si o sapev ca capitav mman a gent comm a te ai voglia ca continuavo a fa o spicchiett ra machin e si frantumò in mille pezzi.
MORALE DELLA FAVOLA: NON CHIEDETE AGLI SPECCHI SE SIETE BELLE O BRUTTE. SE VI VEDETE CESSE ( O CESSI) ANDATE A LOURDES.
July 09 COSI' ANDO' A FINIRECenerentola ora ha la bellezza di 75 anni e si trova agli sgoccioli di una vita passata felicemente assieme a suo marito, il Principe Azzurro che aimè ormai è morto da pochi anni. Cenerentola passa le sue giornate nel terrazzo di casa sua, seduta in una sedia a dondolo osservando il mondo con il suo gattone Bob sulle ginocchia, felice. Una bella sera, da dentro una nuvola scende all'improvviso la fata Madrina, e Cenerentola stupita le domanda con disinvoltura: - Cara Fata Madrina!!!!! Dopo tanti anni ti rivedo!!! Cosa fai quì? E la Fata risponde: - Dall'ultima volta che ti ho visto hai vissuto una vita esemplare....C'è qualcosa che posso fare per te? Qualche desiderio che ti potrei esaudire? Cenerentola confusa, allarga le braccia e arrossendo dall'emozione, mormora: - Mi piacerebbe essere immensamente ricca. In un istante la sua vecchia casa dirupata era diventata come per magia un castello nuovissimo. Cenerentola è impressionata. Il suo fedele gatto Bob si spaventa e si allontanta dalla sedia. Cenerentola grida: - Grazie Fata Madrina!!!!! La fata allora le risponde: - Non è niente, lo meriti! Cosa ti piacerebbe come secondo desiderio? Cenerentola china il capo, osserva le impronte che ha lasciato il tempo sul suo corpo, e dice: - Mi piacerebbe tornare di nuovo giovane e bella come un tempo!!!! Quasi contemporaneamente, lei si ritrova la bellezza di una giovane. Cenerentola comincia allora a sentire cose che ormai nn ricordava più come: passione, ardore, ecc. Allora la Fata le dice: - Ti resta un ultimo desiderio. Che cosa vuoi? Cenerentola confusa spalanca gli occhi sul suo povero micione spaventato e dice: - Vorrei che tu trasformassi il mio fedele gatto Bob in un bellissimo principe!!!! Magicamente, Bob si trasforma in un magnifico uomo, così bello che le rondini nn possono evitare di fermare il proprio volo per ammirarlo. La fata Madrina le dice: - Auguri, Cenerentola. Goditi la tua nuova vita. E riparte come una scintilla sulla sua scopa. Durante qualche magico istante, Cenerentola e Bob si guardano con tenerezza negli occhi. Poi Bob le si avvicina, la prende tra le sue possenti braccia e le mormora teneramente nell'orecchio: - Scommetto che ti sei pentita di avermi castrato, stronza! July 06 TUTTI VEDONO MA...MOLTI VEDONO IL BLOG MA NESSUNO LASCIA UN COMMENTO? CHE CACCHIO. BUONA NOTTE July 02 E CHE CACCHIOGIORNATA COMINCIATA PROPRIO MALE OGGI. ESAMI IN VISTA E VOGLIA DI STUDIARE PARI A ZERO; HO FATTO VERAMENTE POCO OGGI. PERCHE'
QUALCUNO NON MI DA 6 NUMERI MAGICI AL SUPERNEALOTTO COSI' NON ROMPO PIU' I TESTICOLI A NESSUNO? SONO ACCETTATI NUMERI. IN CASO DI VINCITA IL 20% E' VOSTRO. MANDATE ANCHE I NUMERI ,GIURO CHE LI GIOCO. GRAZIE MASSIMA NOTTURNASe riesci a mantenere il controllo quando tutti intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa; se riesci ad aver fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano, ma concedi attenuanti al loro dubitare; se riesci ad aspettare e a non stancarti nell’attesa, o quando gli altri mentono tu non ti abbandoni alla menzogna, o quando ti odiano non ti abbandoni all’odio, e tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggiamente; se riesci a sognare senza che i sogni diventino il tuo padrone; se riesci a pensare e a non fare dei tuoi pensieri il tuo scopo, se riesci ad affrontare il Trionfo e la Sconfitta e a trattare questi due impostori allo stesso modo; se riesci a sopportare di sentire la verità che hai detto distorta da bricconi per abbindolare gli sciocchi, o a vedere le cose a cui tu hai dedicato la vita, rotte, e a chinarti e ricostruirle con arnesi logori; se riesci a fare un solo fascio di tutte le tue vincite e rischiarle in blocco a testa e croce, e perdere, e ricominciare tutto da capo, e non dire una parola sulla perdita; se riesci a costringere cuore, nervi e tendini a servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti, e a non mollare quando non resta altro in te che la Volontà che dice “Non mollate!” Se riesci a parlare alla folla e a mantere la tua integrità, a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente, se né i nemici né gli amici più cari possono ferirti, se tutti contano per te, ma nessuno troppo; se riesci a riempire un implacabile minuto con sessanta secondi degni di essere vissuti, tua è la Terra e tutto quello che è in essa, e, quel che più conta, tu sei un Uomo, figlio mio. (Rudyard Kipling) July 01 MASSIMA NOTTURNAPrendi un sorriso
regalalo a chi non l'ha mai avuto. Prendi un raggio di sole, fallo volare la' dove regna la notte
Scopri una sorgente
fa bagnare chi vive nel fango
Prendi una lacrima posala sul volto di chi non ha mai pianto Prendi il coraggio mettilo nell'animo di chi non sa' lottare Scopri la vita raccontala a chi non sa' capirla Prendi la speranza e vivi nella sua luce Prendi la bonta' e donala a chi non sa' donare Scopri l'amore e fallo conoscere al mondo. (Mahatma Gandhi) |
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